Cucina

Oddio 15 miuti per scrivere, putain de merde dice la francese dopo che ho finito di fingere di parlare francese, nel flusso della notte più profonda cerco una sigaretta, come l’ultimo dei tossici appeso nel giustamente annoiato sguardo dei miei amici, alcuni sono andati via troppo presto, altri hanno trovato una scusa per stare con altri, altri son qua e ho terminato la loro serata, dove la tua sosia brutta che mi guardava dal profondo degli occhi si faceva offrire un drink dall’ubriacone di turno, sempre meno ubriaco di me, comunque. Coi capelli alla donna di Dante Gabriel Rossetti. I miei amici cercano di allontanarmi, ho rovinato il tempo di tutti, porto il maltempo e la pioggia quando il chiarore dell’alba non basta, ma per vergogna domani non posso dire che ho un treno. E le facce son quelle graffiate della notte nel sangue dei vicoli e mi mancano i tuoi occhi pieni di vita, fratello, ora sei in terra straniera e nell’emozione ricordo, un abbraccio forte, un sorriso di te sotto casa mia, con la tua coppola e i tuoi baffi del cazzo, tu non mi avresti abbandonato mai, sempre pronti per affrontare la vita, contagioso come la rugiada per le foglie, con la speranza di portare il buono avanti contro tutto lo schifo.

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