Mela

Sei affianco a me. Entrambi non sappiamo cosa vogliamo dalla vita.

Dora si rotola per terra col pelo bianco e marrone, arruffato, poi si alza e va verso la finestra, si affaccia fuori e rimane immobile , a guardare attraverso i raggi del sole di autunno che filtrano nel tuo salotto. Sai quanto mi piacciono le finestre e il sole e i gatti.

Mi prendo una mela, ogni secondo spero che tu stia bene con me, forse è una forma d’insicurezza, forse una speranza, forse ho paura che nessuno stia bene con me. Dò un morso alla mela.

Sono ormai passati alcuni mesi da quando mi sono trasferito in questa casa, abbandonando il mio lavoro per stare con te. Si sta bene. Mi sento bene a passare del tempo con te, anche quando mi urli addosso, anche quando dici che non ti amo.

Dora ha ricominciato a rotolarsi a terra.

“Sai che quando ero in Giappone…”

“Quando mi porti in Giappone?”

Tu vuoi andare con me in Giappone, io ho paura a tornarci, a provare di nuovo ad essere felice nel posto dove dovrei essere. E ho paura di deluderti.

Accarezzo Dora, che miagola e mi guarda dal profondo delle sue pupille vuote, ogni tanto mi illudo che tu possa capire quello che provo, a volte mi illudo che qualcuno possa capire quello che provo.

“Tu vivi come se non dovessi morire mai”

E da quel momento ho smesso di farlo.

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