Barca

- a un certo punto succede che bevi perché hai bevuto, cioè, fammi spiegare meglio, per affogare il fatto che hai buttato tempo bevendo al bar, è come se tutto svanisse, ti svegli e hai 30 anni. 	Drunk to oblivion.

Non rimane che aspettare l'inverno, la musica rossogialla delle foglie d'autunno, il ricordo immane della scoperta, della precarietà nell'esistenza dei sogni. Considerando il silenzio, lo sperma, le braccia conserte, il ricordo di te, considerando tutto l'universo delle scatole. A piazza del Plebiscito c'è una tromba che suona nel silenzio della notte. Nello spazio piovoso della piazza, sotto le colonne grecoromane, nel silenzio ladro della città maledetta. Suona la disperazione magica della tromba, un richiamo al dolore e al pianto più profondo. Alla perdita dello spazio, del qui, del dove, quando. Nel considerarsi vecchi e giovani e qui e ovunque. Un luccichio nel buio del mare, una carezza, il lento respiro della notte.

Tommi si addormentava davanti al computer quando era troppo ubriaco e questo succedeva spesso, a diverse ore del giorno. C'erano amici tristi, altri che lo punivano scrivendogli in faccia o disegnandoli cazzi in fronte. L'alcol era un problema e la salvezza di quei ricordi liquidi, di quegli anni passati a vivere delle storie sante. Spesso la paura di raccontare 

C'è un profumo che viene dalle isole e dal mare si batte sui canali. Sono venuto a trovarti al lavoro al Timon, dove lavorava prima Alice, dove lavori tu. Quel posto attira tutte le donne che ammiro. La perdita della coerenza. Un brivido leggero che scuote. Il bisogno di confermare e rinnegare il passato allo stesso tempo. Considerando che. 

Venivo a trovarti. Quando sono andato la prima volta un tipo faceva lo scemo e ti offriva una rosa stringendola coi denti. Alla tua laurea è successa una cosa simile, oppure era la laurea dell'Eugenia, non ricordo. 
Spesso andavamo con Proto lì, e lui mi parlava del libero arbitrio. 
Poi un giorno arrivò Manzoni, ci eravamo messi sulla barca a bere, con Chris che ci teneva a dire che la regina era una figura importante per il Regno Unito. Suscitò l'antipatia di Proto. Tanc invece ci teneva a dire che il mondo ci invidia in questo momento. 

Considerando gli astri e l'universo e i my bloody valentine.

La notte proseguiva pallida, con la barca che ondeggiava lentamente sul canale, la gente radunata di fronte alle luci fioche del Timon, i bianchi in mano che riflettevano la luce della notte, tu che correvi tra un tavolo all'altro, coi capelli legati all'indietro. E avolte lanciavi sguardi da cerbiatto che nella notte cupa scintillavano come i calici dei clienti. E c'era il silenzio e Venezia e la notte profonda e il profumo del mare, dell'estate.

Il rumore delle stelle e della notte che facevano l'amore lontano. 
Una poetica illimitata, dei ricordi emersi, solo i pazzi scrivono le poesie da vecchi. 
Ma nel caos e nei ricordi liquidi appare la tua immagine sfocata, quel vestito a fiori, prima di tornare a casa, prima di tornare a casa a farmi del male. Quella sera avevi il fumo. Finimmo adagiati sul tuo letto a fumare coi my bloody valentine. Eravamo tutti altrove, sospesi da fili che stavano per spezzarsi. Manzoni sarebbe partito domani, io fra qualche mese sarei andato a Blava. Proto anche, senza saperlo, sarebbe partito fra poco. 

Rimanemmo sul tuo letto per ore, col respiro appesantito, a pensare al futuro. A un certo punto vidi una lacrima sul tuo viso, avevi gli occhi rossi.

- che c'è.

- tu fra poco vai via. 

- Andiamo tutti via, andiamo tutti via.

Era come vivere in una bolla di bellezza, che da un momento all'altro sarebbe esplosa. Sara piangeva. 

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