Jazz

Ragazze che ballano al ritmo del jazz. Fabio con la facciona mi fissa con gli occhi sgranati e chiede un high five. Sospetto un esofagite, forse ho qualcosa di peggio, ma mi viene offerta una birra, mentre il sassofonista immette aria sul sax dorato. Una tipa col caschetto balla ininterrotta sopra il tavolo con la gonna nera che volteggia nel vuoto, ha un sorriso che sa di prati e weekend al mare. Penso che sono solo un povero alcolizzato, dall'altra parte del tavolo una tipa mi fissa, ma non sei tu che voglio. Fabio carico come la fine del mondo, parla con un suo amico incontrato per strada. E tu lá, vorrei stringerti forte nel buio della notte, occhiblucheritornano. Un altro sorso ancora. Sei qua dietro con la tua amica. Non mi rimane molto tempo, dovrei parlare con te. Mi fissi nel buio, forse ho sbagliato a scriverti stamattina, sul treno per Milano. Ritorna il reflusso. É come il rinfaccio e la punizione di una vita a inseguire quello che non c'era e a perdere tempo dietro agli sbagli. Ti guardo e anche tu balli e mi guardi, chissá se torneremo a casa insieme stasera. Mi ricordo quella volta che mi hai detto che non riesci a dormire con gli altri, condividere un letto per te é solo per amarsi. La domenica mattina presto mi davi del pazzo quando mettevo la musica e iniziavo a parlarti di David Foster Wallace. L'altro giorno ho scoperto che mi stai fregando il wifi. "Questa é la prima classe signorina, ha sbagliato carrozza". Apro gli occhi. La testa ribomba e ho un dolore sordo alla schiena. Mi convinco che manca ancora parecchio per Milano, fuori c'é la nebbia e dovrei leggere Wired che ho davanti. Ma in testa ho solo la musica Jazz. 

CombattereComment