Male biologico e minimalismo in pigiama

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Soundtrack: Apparat feat. Soap&Skin - Goodbye

Mi chiedo se il male debba essere interpretato in senso morale o semplicemente “biologico”. Il male può essere un male biologico, ovvero distruttore della natura, creato dall’ambizione e arroganza distruttiva degli esseri umani? Quello che sembra essersi realizzato nel mondo con il Covid rispecchia quest’idea di male “chimico” e “tossico”, il male che si insinua ed entra come un insetto nella bocca di una ragazza che dorme, come nell’episodio 8 della terza stagione di Twin Peaks, dove il male biologico diventa morale dopo un’esplosione atomica. Il male biologico del forzare la vita con la distruzione, dell’uccidere, del distruggere. Il male evolutivo della bellezza e della comodità creata dalla modernità, distruggendo l’ambiente, piegando l’inferiore, seguendo quello che in politica internazionale viene chiamato realismo politico, ovvero aggressione dell’altro, “il pesce grande mangia quello piccolo” un homo homini lupus di Hobbes ma attuato nella sfera della società. In pigiama a guardare documentari su Netflix sul minimalismo mentre il mondo brucia. La stessa bellezza nella creazione che nella distruzione. Lontano dal pensare che un’entità riequilibri il tutto con il Covid, l’arroganza è rimodernata con migliaia di morti, non ha senso sia da un punto di vista ateo e agnostico che da un punto di vista morale. Forse lo avrebbe da un punto di vista scientifico, ma questo non è stato ancora spiegato.

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Mi ricorda più il meme “uomini forti creano uomini deboli etc.” qui sopra. Molto divertente come l’uomo medio su internet dia la colpa a questo visione erroneamente ciclica tra benessere e difficoltà nella storia umana. O tutti i processi di causa-effetto (karma) che si trovano nelle poche parti in cui il buddhismo parla del mondo reale (troppo tempo speso a studiare i vari paradisi buddhisti o realtà trascendentali - ad esempio come l’amidismo giapponese, lontano dai primi passi del buddhismo e più simile al pantheon cristiano), oppure la retribuzione anglicana, ma al contrario (Max Weber nell’Etica Protestante spiega come è legata alla produzione industriale e al “premio ultraterreno” - tipica del modello anglosassone delle società capitaliste). Da una parte una forma di ascetismo o minimalismo in pigiama di cui sopra, a cui ci ha abituato il Covid negli ultimi mesi, fuori dallo spreco e dal consumo. Dall’altra la riflessione introspettiva da cui è nato questo blog, il ritorno al mondo interiore e al minimalismo in pigiama.

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