Mia dolce Luna,

Ti scrivo con un cuore triste, perché avrei voluto che fossimo insieme.

Tra il Covid e la mia artrite gli ultimi mesi non sono stati facili. E non è facile dirti quanto ti ho pensato in questi giorni.

Mi hai raccolto sul bordo di un’estate di cenere, stanco e disilluso di fronte a tutto, mi hai sorpreso con il tuo entusiasmo, in barca a Portofino, o in bici a Milano, nella bolla di benessere che avevamo creato per noi. Piccoli frammenti di cat cafee, mostre fotografiche e cene di pesce, nella profondità di questo inverno le porto con me come luci che mi danno speranza, e forse sono come quei sogni che mi racconti spesso, non sono parte di questa realtà, sono fotografie di un mondo dimenticato, depurato dall’archeologia del tutto.

Oggi è il tuo compleanno. Io odio i compleanni, la gente superficiale, le finzioni e la musica di merda. Ma soprattutto i compleanni. Ho lo stesso disagio di quando devo fare le condoglianze a qualcuno ma non ho le parole e quasi mi viene da ridere. Tendo sempre a fare bilanci per il mio, ad essere triste per i bilanci di quello degli altri. Ma tu oltre ad essere incredibilmente brillante sei incredibilmente (non esageriamo, lol) giovane, quindi ha perso questo potere su di me. Ti vorrei tanto vicino per coccolarti un po’, stare sul letto e parlare di gatti e progetti per ore, ma ho con me quella pazienza amara e rassegnata che fra un mese ci rivedremo.

Intanto ti bacio virtualmente.

Grazie piccola.

Davide