Combattere
Giorno 1, Umidità
A uno come me a cui stanno sul c**** l'Italia e gli italiani poteva sembrare un po' ambiguo il profilo riflesso delle tue gambe affusolate sulla pozzanghera di fronte casa mia, a Venezia. 2013. Mi aspetti con il tuo cappottino, sto per andare in biblioteca, ho paura di amarti, in biblioteca a lavorare a perdere tempo dietro una tesi, dietro gli anni migliori della mia vita. Ed Eccoti nel tuo cappottino cammello, nel tuo marzo bagnato, ombre di Venezia e nebbia e umidità di primavera. Siamo stanchi, siamo contenti. Dobbiamo trovare un lavoro dobbiamo viaggiare ed ecco cosa rimane come un agitarsi frenetico sui tasti di un piano che suona Rachmaninov, ombre che sconvolgono, ti appoggi al davanzale della finestra sbirci fuori attraverso il vetro pieno di gocce d'acqua e fuori rimane la foschia. Venezia è tutto é una carezza nel tempo prima che morisse mia zia prima che iniziassi un lavoro che odio. Ti Autoracconti per venirmi a galla ogni giorno, per scivolare fuori dalle coperte la mattina e uscire dal letto ogni giorno come un dettato, come dalla mia analista. ripetere le parole ripetere pensieri. Niente più cosce, gambe lunghe capelli biondi rimango ad aspettarti nei tuoi occhi vitrei come la pozzanghera di pioggia piena di Venezia. Un applauso infinito come dopo un concerto e una pugnalata al cuore.